Se un gioiello porta impresso 750, chi lo ha prodotto o importato dichiara che è oro a 750 millesimi: l’oro 18 carati. In Italia l’oro si marca in millesimi, mentre altrove si parla soprattutto di carati, ma il metallo è lo stesso. Questa guida spiega il conto, mostra la tabella dei carati e descrive come appare il punzone. Per gli altri marchi vedi la guida ai punzoni su oro e argento.
Cosa significa oro 750
Il regolamento sui metalli preziosi definisce il titolo come il rapporto in peso tra il metallo fino e l’insieme dei metalli che compongono la lega. Oro 750 (o «750 oro») significa quindi 750 parti di oro puro su 1000 parti di lega: il 75%. Il restante 25% è formato da altri metalli. Secondo il GIA, l’oro giallo è legato di solito con rame, argento e zinco, quello rosa con rame e argento, quello bianco con nichel o palladio insieme a rame e zinco.
Il 750 è uno dei titoli legali dell’oro fissati dal decreto legislativo 251/1999, insieme a 585 e 375. Non sono ammesse tolleranze in difetto: un oggetto marchiato 750 deve contenere almeno 750 millesimi d’oro in ogni sua parte.
Oro 750 e oro 18 carati: la tabella dei carati
Il carato, per l’oro, indica le parti d’oro su 24: l’oro 24 carati è oro puro e 18 carati su 24 corrispondono al 75%, cioè a 750 millesimi. Per passare dai carati ai millesimi basta moltiplicare per 1000 e dividere per 24.
| Carati | Millesimi | Oro fino | Situazione in Italia |
|---|---|---|---|
| 24 | 999 | 99,9% | Titolo superiore ammesso |
| 22 | 916 | 91,6% | Titolo superiore ammesso |
| 18 | 750 | 75% | Titolo legale |
| 14 | 585 | 58,5% | Titolo legale |
| 10 | 417 | 41,7% | Non è un titolo legale italiano |
| 9 | 375 | 37,5% | Titolo legale |
Il calcolo per 14 carati dà 583 millesimi: il GIA ricorda che l’oro 14 carati può essere marcato 583, 585 o 14K a seconda delle regole del Paese, e in Italia il titolo legale è 585. Ne parliamo nella guida all’oro 375 e 585.
Come appare il punzone 750 su un gioiello italiano
Su un gioiello prodotto per il mercato italiano le cifre 750 non compaiono da sole: sono racchiuse in una figura geometrica normalizzata, con forma e dimensioni fissate dal DPR 150/2002, e accanto c’è il marchio di identificazione, cioè l’impronta poligonale con la stella a cinque punte, il numero dell’impresa e la sigla della provincia. Per i titoli superiori a 750 il regolamento prevede una figura diversa.
Alcune regole utili quando cerchi il punzone:
- le impronte vanno sulla parte principale dell’oggetto;
- se l’oggetto non si può marchiare direttamente, si usa una piastrina dello stesso metallo saldata all’oggetto;
- gli oggetti composti da più parti smontabili devono portare marchio e titolo su ciascuna parte, salvo eccezioni tecniche.
Esiste anche il titolo 753: la legge lo prevede per gli oggetti d’oro realizzati con la fusione a cera persa e iniezione centrifuga, con una tolleranza di 3 millesimi e un’impronta speciale.
Un gioiello prodotto in un altro Paese dell’Unione europea può portare i marchi del Paese d’origine, con il titolo in millesimi e il marchio di responsabilità locale. Le scritte «18K», «18KT» o «18ct» indicano invece sistemi esteri: la legge italiana chiede il titolo in millesimi.
Oro giallo, bianco e rosa: il colore non cambia il titolo
Il colore dipende dai metalli usati nella lega, non dalla quantità d’oro. Un anello in oro bianco 18 carati e uno in oro giallo 18 carati portano lo stesso 750. Il GIA segnala che l’oro bianco è spesso rivestito di rodio per renderlo più bianco e brillante, e che questo strato con il tempo si consuma: se un anello in oro bianco diventa leggermente giallognolo, non significa che non sia oro.
Oro 24 carati: cos’è
L’oro 24 carati è oro puro, marcato di solito 999. La Royal Society of Chemistry ricorda che l’oro puro è molto tenero, ed è per questo che in gioielleria si usano spesso leghe a 18 o 9 carati, più resistenti. In Italia un gioiello a 999 è ammesso, perché la legge consente qualsiasi titolo superiore a 750, ma si graffia e si deforma più facilmente.
Attenzione a non confondere l’oro 24 carati con un oggetto «placcato oro 24 carati»: in quel caso l’oro è solo uno strato sottile su un altro metallo. La legge vieta di imprimere titoli in millesimi o in carati sugli oggetti di metallo comune, anche se dorati o placcati: un «24K» inciso su un bijou economico è un segnale d’allarme.
Il punzone da solo non basta
Un 750 può essere consumato, contraffatto o riferirsi a una sola parte dell’oggetto. Il venditore risponde verso l’acquirente dell’esattezza del titolo dichiarato, ma prima di vendere o comprare un pezzo importante conviene una verifica: leggi come riconoscere l’oro vero. Per una prima lettura di un punzone poco leggibile puoi riconoscere gioielli da foto. La guida corrispondente in inglese è 750 gold (in inglese).