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Autenticità

Come riconoscere l’argento vero

Il punzone 925 o 800 è il primo indizio; calamita, ghiaccio e annerimento aggiungono qualche elemento, ma non provano nulla da soli. Questa guida spiega cosa dice ogni controllo, come riconoscere un oggetto argentato e quando servono l’orafo o un’analisi di laboratorio.

Aggiornato il · Versione in inglese

Un anello, una catenina o un servizio di posate «d’argento» possono essere argento massiccio, argento a titolo più basso o metallo comune con un sottile strato d’argento. I controlli che si possono fare in casa danno indizi, non certezze. Qui trovi cosa dice ciascuno e quando conviene affidarsi a un professionista. Per leggere i marchi, parti dalla guida ai punzoni su oro e argento.

Il punzone: 925, 800 e la stella

In Italia i titoli legali dell’argento sono due: 925 e 800 millesimi, cioè il 92,5% e l’80% di argento. Su un oggetto prodotto per il mercato italiano il titolo è racchiuso in un ovale e accompagnato dal marchio di identificazione: l’impronta poligonale con la stella a cinque punte, il numero dell’impresa e la sigla della provincia. Trovi i dettagli nella guida all’argento 925.

Il numero accanto alla stella identifica l’impresa che risponde dell’oggetto, e la sigla indica la sua provincia. Il registro degli assegnatari tenuto dalle Camere di commercio è pubblico: la Camera di Vicenza, per esempio, comunica su richiesta a quale impresa corrisponde un numero. È un modo per controllare che il marchio esista, anche se non dimostra da solo il titolo dell’oggetto.

Sugli oggetti importati puoi trovare marchi esteri: negli Stati Uniti, per esempio, «Sterling» o «Ster.» sono ammessi solo per l’argento di almeno 925 millesimi. Sugli oggetti più vecchi la forma del marchio aiuta a datarli; prima del 1934 il marchio del produttore non era obbligatorio, quindi un pezzo antico può avere solo il titolo o nessun marchio.

Argento o argentato?

Un oggetto argentato è di metallo comune ricoperto d’argento. Il regolamento sui metalli preziosi consente su questi oggetti diciture come «placcato Ag» o «laminato Ag», ma vieta il marchio di identificazione e qualsiasi titolo in millesimi, e non permette di chiamarli «argenteria». Se vedi una di queste diciture, l’argento è solo in superficie.

Anche l’usura aiuta: dove lo strato si consuma, sui bordi, sui manici delle posate o all’interno degli anelli, può affiorare un metallo giallastro o rossastro. È un indizio di argentatura, non una prova.

La prova della calamita

L’argento non è magnetico: le tabelle di fisica dell’Università statale della Georgia lo classificano come diamagnetico, cioè debolmente respinto da un campo magnetico. Ferro, nichel e cobalto sono invece ferromagnetici. Se un oggetto viene attratto con forza dalla calamita, quindi, il corpo non è d’argento, oppure contiene parti in acciaio come molle e chiusure.

Il risultato negativo, però, dice poco: anche il rame, diamagnetico come l’argento, e l’ottone non si attaccano alla calamita.

La prova del ghiaccio

L’idea è che il ghiaccio si sciolga molto in fretta sull’argento, perché l’argento conduce il calore meglio di quasi ogni altro metallo. I numeri, però, mostrano il limite del test:

Metallo Conducibilità termica (W/m K)
Argento 406
Rame 385
Oro 314
Alluminio 205
Ottone 109
Acciaio 50

Il rame conduce il calore quasi quanto l’argento, quindi il ghiaccio non distingue un oggetto d’argento da uno di rame argentato. Conta anche la forma: un pezzo massiccio e spesso scioglie il ghiaccio più in fretta di un anello sottile. È una curiosità, non una verifica.

Ossidazione e annerimento

L’argento annerisce perché reagisce con i composti dello zolfo presenti nell’aria e forma solfuro d’argento, come spiegano il Canadian Conservation Institute e la Royal Society of Chemistry. Lo sterling, che contiene rame, annerisce più in fretta dell’argento puro, e le leghe con più rame, come l’800, ancora di più. Un oggetto che si scurisce non è quindi un falso; ma anche il rame e l’ottone si ossidano, per cui l’annerimento da solo non prova che sia argento.

L’orafo, il saggio e l’analisi XRF

Per una risposta affidabile serve un professionista. Un orafo può controllare il metallo con prove chimiche o con un’analisi a fluorescenza di raggi X (XRF), che misura la composizione senza danneggiare l’oggetto. Per determinare il titolo in modo ufficiale, il regolamento italiano indica per l’argento metodi di laboratorio come la titolazione potenziometrica, eseguiti su un piccolo campione. In Italia le Camere di commercio possono sottoporre a saggio i metalli e gli oggetti preziosi su richiesta degli interessati.

Evita invece lime, graffi profondi e acidi comprati online: possono rovinare il pezzo, soprattutto se è antico o placcato, e non danno un titolo affidabile.

Quando serve una verifica

Prima di vendere, dividere un’eredità o comprare un pezzo costoso, fai verificare l’argento da un orafo o da un laboratorio. Porta con te, se li hai, fatture, astucci e vecchie perizie, e annota in quale punto si trova il punzone: sono informazioni che aiutano chi esamina l’oggetto. Non pulire a fondo un pezzo antico prima della verifica, perché la patina e i marchi possono servire a interpretarlo. Per una prima lettura visiva del punzone e dell’oggetto puoi riconoscere gioielli da foto. La guida corrispondente in inglese è how to tell if silver is real (in inglese); per l’oro vedi come riconoscere l’oro vero.

Riconosci il tuo gioiello da una foto

Carica una foto nitida del punzone o del gioiello e ottieni una prima lettura visiva gratuita (lo strumento web per ora è in inglese). È un indizio per orientarti, non una prova di autenticità.

Domande frequenti

L’argento si attacca alla calamita?

No, l’argento non è magnetico. Se un oggetto viene attratto con forza contiene ferro, nichel o acciaio; se non viene attratto, però, potrebbe essere anche rame, ottone o un’altra lega.

Come funziona la prova del ghiaccio sull’argento?

Il ghiaccio si scioglie in fretta perché l’argento conduce molto bene il calore. Ma il rame lo conduce quasi allo stesso modo, quindi il test non distingue l’argento dal rame argentato.

Se l’argento diventa nero è vero?

L’annerimento è normale per l’argento, che reagisce con lo zolfo nell’aria, ma si ossidano anche il rame e l’ottone. Da solo non prova nulla, né in un senso né nell’altro.

Come capire se un oggetto è argentato?

Cerca diciture come «placcato Ag» o «laminato Ag» e l’assenza della stella e del titolo, poi osserva bordi e punti d’usura: se affiora un metallo giallastro o rossastro, l’argento è probabilmente solo in superficie.

Limite importante

Il risultato è una prima stima visiva. Non è un’autenticazione, né una perizia, né una valutazione professionale.

Fonti

Questa guida è stata redatta con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e verificata sulle fonti ufficiali citate qui sotto. Ha valore informativo generale: non sostituisce una perizia né un’analisi di laboratorio.

  1. Decreto legislativo 22 maggio 1999, n. 251: Disciplina dei titoli e dei marchi di identificazione dei metalli preziosi (GU n. 180 del 3 agosto 1999) · Normattiva, Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato
  2. Decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 150: Regolamento di applicazione del D.Lgs. 251/1999 sui titoli e i marchi dei metalli preziosi (GU n. 173 del 25 luglio 2002) · Normattiva, Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato
  3. DPR 30 maggio 2002, n. 150: testo con gli allegati sulle impronte del marchio di identificazione e dei titoli · Camera di Commercio di Genova
  4. Magnetic Properties of Solids · Georgia State University (HyperPhysics)
  5. Thermal Conductivity of Common Materials · Georgia State University (HyperPhysics)
  6. Understanding silver tarnish · Canadian Conservation Institute (Government of Canada)
  7. Silver – Element information, properties and uses · Royal Society of Chemistry
  8. 16 CFR § 23.5 Misrepresentation as to silver content · U.S. Federal Trade Commission (Electronic Code of Federal Regulations)
  9. How to Tell if Gold is Real · The Royal Mint (Regno Unito)
  10. Registro assegnatari marchio identificazione metalli preziosi · Camera di Commercio di Vicenza