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Punzoni dell’argento

Argento 925: cosa significa

Il punzone 925 indica 925 parti di argento fino su 1000, cioè il 92,5%: è l’argento detto sterling. In Italia è uno dei due titoli legali dell’argento insieme all’800, che si trova anche su molti oggetti più vecchi. Qui trovi anche argento dorato, vermeil e argentato.

Aggiornato il · Versione in inglese

Se un gioiello o un oggetto d’argento porta impresso 925, chi lo ha prodotto o importato dichiara che è argento a 925 millesimi: l’argento che nei Paesi anglosassoni si chiama sterling. Questa guida spiega cosa significa, come appare il punzone italiano, che cos’è l’argento 800 e come distinguere argento dorato, vermeil e argentato. Per il quadro completo dei marchi vedi la guida ai punzoni su oro e argento.

Cosa significa argento 925

Il titolo è il rapporto in peso tra il metallo fino e l’intera lega. Argento 925 (o «925 argento») significa 925 parti di argento puro su 1000, cioè il 92,5%. Il restante 7,5% è formato da altri metalli: secondo il Canadian Conservation Institute, nello sterling si tratta soprattutto di rame.

Il 925 è uno dei due titoli legali dell’argento fissati dal decreto legislativo 251/1999; l’altro è l’800. È ammesso anche un titolo superiore, come il 999 dell’argento fino. Negli Stati Uniti la guida della Federal Trade Commission consente di usare «sterling» solo per l’argento di almeno 925 millesimi.

Argento 925 e argento 800: i due titoli legali

Punzone Argento fino Dove lo trovi
999 99,9% Argento fino, titolo superiore ammesso in Italia
925 92,5% Titolo legale in Italia; «sterling» nei Paesi anglosassoni
800 80% Titolo legale in Italia
Sterling, Ster. almeno 92,5% Stati Uniti e Regno Unito
Coin silver almeno 90% Stati Uniti

L’argento 800 contiene l’80% di argento e una quota maggiore di rame. È un titolo legale in Italia, che molti ritrovano su posate, cornici e gioielli di famiglia. Per datare un oggetto d’argento antico, però, non basta il numero: conta la forma del marchio. Secondo la Camera di commercio di Napoli, con la legge del 1934 il titolo dell’argento era già racchiuso in un ovale e il numero del produttore stava in una losanga con la sigla della provincia e il fascio littorio, eliminato nel 1944; i marchi hanno preso la forma attuale con la legge del 1968. Trovi la tabella completa nella sezione sui punzoni antichi della guida ai punzoni. Più rame significa anche annerimento più rapido: il Canadian Conservation Institute osserva che le leghe argento-rame anneriscono più in fretta quando il rame aumenta.

Come appare il punzone dell’argento su un oggetto italiano

Su un oggetto prodotto per il mercato italiano il titolo dell’argento è racchiuso in un ovale, come prevede il regolamento (DPR 150/2002), e accanto c’è il marchio di identificazione: l’impronta poligonale con la stella a cinque punte, il numero assegnato all’impresa dalla Camera di commercio e la sigla della provincia. Un oggetto prodotto in un altro Paese dell’Unione europea può invece portare il titolo in millesimi e il marchio di responsabilità del Paese d’origine, e dal 15 dicembre 2023 alcuni oggetti possono avere anche il marchio comune di controllo della Convenzione di Vienna.

Argento dorato e vermeil

L’argento dorato è argento ricoperto da un sottile strato d’oro. Il punzone 925 o 800 si riferisce all’argento della lega, non alla doratura: un oggetto in argento dorato non diventa un oggetto d’oro, e lo strato superficiale con l’uso può consumarsi.

Il vermeil è un termine usato soprattutto all’estero. Nei testi del D.Lgs. 251/1999 e del DPR 150/2002 non ne trovi una definizione; negli Stati Uniti, invece, la FTC consente di chiamare vermeil solo un oggetto in argento sterling rivestito d’oro di almeno 10 carati, con uno spessore minimo equivalente a 2,5 micron di oro fino. Se tra l’argento e l’oro c’è uno strato di metallo comune, come il nichel, va dichiarato. Ne parliamo in inglese nella guida al vermeil (in inglese).

Diverso è l’argentato: un oggetto di metallo comune con uno strato d’argento. Il regolamento consente diciture come «placcato Ag» o «laminato Ag», ma vieta su questi oggetti il marchio di identificazione e qualsiasi titolo in millesimi, e non permette di chiamarli «argenteria».

L’annerimento non vuol dire che non sia argento

L’argento annerisce perché reagisce con i composti dello zolfo presenti nell’aria, soprattutto l’idrogeno solforato, e forma solfuro d’argento. Secondo il Canadian Conservation Institute la patina passa dal giallo al bruno rossastro e al blu, fino al nero quando lo strato è spesso, e lo sterling annerisce più in fretta dell’argento puro proprio per il rame che contiene. Un 925 che si scurisce, quindi, si comporta come ci si aspetta.

Come verificare l’argento 925

Il punzone è il primo indizio, non una prova. Nella guida su come riconoscere l’argento vero trovi cosa dicono la calamita, la prova del ghiaccio e l’ossidazione, e quando serve un orafo o un laboratorio. Se il marchio è piccolo o consumato, puoi partire da una prima lettura visiva per riconoscere gioielli da foto. La guida corrispondente in inglese è 925 silver (in inglese).

Riconosci il tuo gioiello da una foto

Carica una foto nitida del punzone o del gioiello e ottieni una prima lettura visiva gratuita (lo strumento web per ora è in inglese). È un indizio per orientarti, non una prova di autenticità.

Domande frequenti

Cosa significa argento 925?

Significa 925 millesimi di argento fino, cioè il 92,5% di argento nella lega; il resto è soprattutto rame. È l’argento detto sterling ed è un titolo legale in Italia.

Meglio argento 925 o argento 800?

Il 925 contiene più argento (92,5% contro 80%) e annerisce un po’ meno in fretta. Sono entrambi titoli legali in Italia; il valore di un oggetto dipende anche da peso, lavorazione, stato ed epoca.

L’argento 925 annerisce?

Sì. L’argento reagisce con i composti dello zolfo nell’aria e forma solfuro d’argento; lo sterling annerisce anche più dell’argento puro per via del rame. L’annerimento non è un segno di falso.

Cos’è il vermeil?

È argento rivestito d’oro. La legge italiana non lo definisce; negli Stati Uniti la FTC richiede una base di argento sterling e uno strato d’oro di almeno 10 carati e di almeno 2,5 micron.

Limite importante

Il risultato è una prima stima visiva. Non è un’autenticazione, né una perizia, né una valutazione professionale.

Fonti

Questa guida è stata redatta con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e verificata sulle fonti ufficiali citate qui sotto. Ha valore informativo generale: non sostituisce una perizia né un’analisi di laboratorio.

  1. Decreto legislativo 22 maggio 1999, n. 251: Disciplina dei titoli e dei marchi di identificazione dei metalli preziosi (GU n. 180 del 3 agosto 1999) · Normattiva, Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato
  2. Decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 150: Regolamento di applicazione del D.Lgs. 251/1999 sui titoli e i marchi dei metalli preziosi (GU n. 173 del 25 luglio 2002) · Normattiva, Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato
  3. DPR 30 maggio 2002, n. 150: testo con gli allegati sulle impronte del marchio di identificazione e dei titoli · Camera di Commercio di Genova
  4. Marchi nella storia (Ufficio metrico, metalli preziosi) · Camera di Commercio di Napoli
  5. Understanding silver tarnish · Canadian Conservation Institute (Government of Canada)
  6. 16 CFR § 23.5 Misrepresentation as to silver content · U.S. Federal Trade Commission (Electronic Code of Federal Regulations)
  7. 16 CFR § 23.4 Misuse of the word “vermeil” (Guides for the Jewelry, Precious Metals, and Pewter Industries) · U.S. Federal Trade Commission (Electronic Code of Federal Regulations)